Intervista a Kohei Horikoshi, autore di My Hero Academia
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Intervista a Kohei Horikoshi (My Hero Academia)

Al San Diego Comic-Con svoltosi il mese scorso, Anime News Network ha avuto l’opportunità di intervistare il celebre autore di My Hero Academia: Kohei Horikoshi. Questo articolo non è altro che una traduzione della loro intervista che potete leggere a questo link.

AnimeNewsNetwok: Ho sentito in giro che eri molto interessato a venire al San Diego Comic-Con, c’era qualcosa che non vedevi l’ora di fare in questa fiera?
Horikoshi: Volevo vedere lo stand della Sideshow [NOTA: società produttrice di modellini e materiale da collezione famosa per i numerosi dettagli e costi considerevoli dei suoi prodotti], sono riuscito ad andarci ieri ed è stato veramente emozionante.

A: Cosa hai comprato?
H: Non si poteva ancora comprare la merce. Per comprare la maggior parte di ciò che esponevano dovevi preordinarla online. Per questo motivo ho semplicemente visto i modellini d’esposizione. Ci sono un sacco di cose che sono interessato a comprare una volta che saranno messe in vendita dopo il ComiCon.

A: Sei uno dei pochi mangaka con cui ho parlato che sembra conoscere i fumetti americani molto bene.
H: Ultimamente stanno diventando abbastanza popolari in Giappone, tutto grazie ai film supereroistici.

A: Come hai iniziato la tua carriera da mangaka?
H: Disegnavo fin da quando ero un bambino. Mostravo i miei lavori ai miei genitori e loro mi incoraggiavano ogni volta. Giunse poi il momento di decidere se andare all’università o meno, quello fu anche il momento in cui dovetti decidere come proseguire la mia carriera. Alla fine mi risolsi ad andare a una scuola di design ma compresi che le abilità che stavo imparando non avevano risvolti pratici al fine di diventare un fumettista. Però mi laureai comunque, per poi lavorare come libero professionista per un periodo.

A: Hai svolto qualche lavoro da libero professionista mentre eri ancora uno studente universitario?
H: Ho fatto qualche lavoro part-time come illustratore.

A: Ma quindi come hai iniziato a lavorare per Jump?
H: All’università Jump organizzava molti concorsi. Io ho partecipato a uno di questi e vinsi.

A: Quante volte hai partecipato a questi concorsi?
H: Solo una!

A: Incredibile!
H: Penso di aver avuto molta fortuna.

A: Beh, i tuoi lavori sono molto curati.
H: Al tempo erano molto diversi dai miei disegni attuali, ma immagino abbiano notato il mio talento. Chiunque stesse giudicando deve aver apprezzato il mio lavoro.

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A: Quando eri giovane, chi provavi a disegnare? Quali personaggi ti piaceva disegnare di più?
H: Dragon Ball! Ero un grande fan di questa serie, quindi provavo a pensare a che tipo di personaggi potessero esistere in quel mondo e li disegnavo.

A: Ci sono degli insegnamenti che hai imparato dai manga che leggevi quando eri più giovane e che ora usi come professionista?
H: Alla fin fine, i personaggi sono la cosa più importante. Sono fighi? Fanno cose fighe? Penso che questo sia il fulcro dei miei personaggi.

A: Una cosa che mi piace di My Hero Academia è come hai ben sviluppato le personalità dei personaggi. Hanno ricche backstory, genitori e gusti personali, come riesci a creare un mondo così ricco di personaggi del genere?
H: A volte ho già pensato a come saranno i personaggi, ma altre volte li sviluppo nel momento stesso in cui li disegno. Semplicemente mi immagino a come possano reagire di fronte a tale situazione.

A: I poteri e i vestiti che hanno i personaggi sono veramente unici! Ci sono tanti, tantissimi supereroi e cattivi nei fumetti, ma non ho mai visto nessuno che assomigliasse a Best Jeanist o Tomura Shigaraki. Hai provato deliberatamente a inventare superpoteri che fossero ben diversi dai fumetti americani?
H: Semplice ispirazione. Ho questi brevi lampi di idee, non spreco ore e ore a pensarci. Aspetto semplicemente l’ispirazione. Ad esempio se sono in un minimarket e vedo un rotolo di nastro adesivo, potrei pensare “Uhm, forse c’è una faccia lì da qualche parte.”  

A: Ti diverti di più a creare personaggi maschili o femminili?
H: Non ho mai pensato in questa maniera. Innanzitutto penso alla loro personalità. Tralasciando la narrazione, mentre sto disegnando, curare un personaggio femminile mi diverte di più.

A: I lettori hanno mai reagito in una maniera che non ti aspettavi riguardo un personaggio che hai creato?
H: Bakugo è stato abbastanza una sorpresa. Mi aspettavo sarebbe stato odiato da tutti, ma si è rivelato l’opposto. Nel sondaggio dei personaggi preferiti è arrivato primo.

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A: Perché pensi sia successa questa cosa?
H: Bakugo è sempre stato un bullo, ed è capitato che andasse a scuola con Deku. Perciò li ho fatti scontrare piuttosto presto, ma attraverso quello scontro si poteva vedere l’umanità di Bakugo, si riusciva a capire che era semplicemente una persona facilmente irascibile.

A: Io mi sono stupito di quante persone amassero la madre di Deku.
H: Questo ha sorpreso anche me!

A: All Might assomiglia e agisce come il classico supereroe americano, e usa attacchi con il nome di città americane, come il Detroit Smash! Per questo mi sono sorpreso quando ho scoperto che è giapponese! Perché All Might incarna così tante caratteristiche che richiamano l’America?
H: È più un richiamo ai vecchi superman, l’esistenza suprema, ecco perché ha queste caratteristiche. Ma la storia è ambientata in Giappone, non penso che avrebbe colpito nel segno se All Might provenisse oltreoceano.

A: Hai già in mente la conclusione di My Hero Academia? Pensi che supererà gli 80 volumi come One Piece?
H: No, non sarà una storia infinita. Non ho l’energia per realizzare una serie lunga come One Piece.

A: Un sacco di persone in America volevano vederti, hai un messaggio per loro?
H: Grazie per leggere le mie storie! Quando ho iniziato My Hero Academia non avevo idea che sarebbe stato un successo mondiale. Vedervi tutti all’evento questa mattina mi ha sicuramente dato un’idea di quante persone apprezzano il mio lavoro.

A: Per ogni persona che si trovava all’evento, ce n’erano altre 4 di fuori in fila in attesa per poterti vedere.
H: Spaventoso!

Di seguito alcune informazioni rivelate durante il panel dedicato a Horikoshi:

  • Kohei Horikoshi è un grande fan di Spider-Man; durante la fiera l’autore di MHA ha menzionato di aver comprato una volta un busto a grandezza naturale di Carnage, un cattivo di Spider-Man. Quando l’editor di Shonen Jump Urian Brown gli ha chiesto se questo acquisto costoso fosse valso tutti i soldi spesi Horikoshi ha risposto con un sicuro “SÌ!”
  • Horikoshi ha rivelato che è andato a vedere “The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro” al cinema mentre era travestito da Spider-Man. “Un sacco di persone si sono messe a fotografarmi… è stato abbastanza imbarazzante.”
  • Quando qualcuno gli chiede se ha basato All Might su qualcuno che conosce nella vita reale, Horikoshi risponde “No, mi sono basato su Goku di Dragon Ball.”
  • Durante il Q&A una persona ha chiesto, “La madre di Deku compare, ma scopriremo mai qualcosa riguardo suo padre?” Horikoshi: “Questa cosa verrà rivelata in futuro!”
  • Alla domanda su come pensa alla storia di My Hero Academia, Horikoshi ha spiegato: “In generale, so l’inizio e la fine della storia, creo tutto ciò che si trova in mezzo pian piano mentre vado avanti.”
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Ijneb
Un semplice pinguino antartico, attualmente in soggiorno in Italia grazie a uno scambio culturale. Ha una scorta infinita di Kinder Pinguì con cui rinfrescarsi nella afose giornate estive tra la lettura di un manga e l'altro.