Wangan Midnight
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NicchiaGMW: Wangan Midnight

Initial D è un titolo cult in Giappone, ma anche qui in Italia la serie incentrata sulle gare di drifting lungo i passi di montagna giapponesi è parecchio conosciuta. Non altrettanta fama ha il protagonista di questo mio secondo nicchiaGMW (contest organizzato periodicamente sul nostro gruppo Facebook, trovate ulteriori informazioni qui), ossia Wangan Midnight, un brand comprendente fumetti, videogiochi, film live action e soprattutto una serie animata del 2007, su cui è incentrato questo articolo e che per certi versi può essere considerato un “cugino” di Initial D.

Wangan Midnight

La storia è molto semplice. A Tokyo si estende parte della Wangan, l’autostrada con i più lunghi rettilinei di tutto il Giappone, lungo cui decine di persone si sfidano in gare clandestine ad alta velocità.
La più veloce tra tutte le auto che corrono sulla Wangan è una Porsche 911 nera, conosciuta come “Blackbird”. Akio Asakura è uno dei tanti ragazzi che corre lungo la Wangan, ed è diventato praticamente ossessionato da Blackbird dopo essere stato praticamente umiliato in una sfida con lui.

Mentre è alla ricerca di una nuova auto, Akio troverà da uno sfasciacarrozze una Nissan Fairlady Z S30: si tratta di un’auto famigerata, conosciuta con il nome di “Akuma no Z” (alla lettera, “la Z del diavolo”). Molti infatti credono che l’auto sia posseduta, dato che i suoi precedenti proprietari sono morti in incidenti mentre la guidavano, e Akio prova uno strano fascino per questa macchina.
Da questa premessa si sviluppa la trama di Wangan Midnight, che ci proporrà per 26 episodi un seguirsi di sfide lungo le strade di Tokyo.

È qui che i parallelismi con Initial D finiscono, quindi non aspettatevi una sua copia carbone, né tantomeno un Fast & Furious.

Wangan MidnightWangan Midnight è un’opera molto più improntata al realismo (avremo anche delle complete spiegazioni sulla meccanica e sulle elaborazioni delle auto, delle vere chicche per gli appassionati) in cui manca l’impronta spokon secondo cui le corse sono di centrale importanza. Il vero fulcro sono i personaggi ed il dipingere la loro ossessione, perché qualcosa che ti porta a rischiare la vita andando a oltre 300 chilometri all’ora in strade aperte al traffico solo così può essere chiamata, per la velocità.
Per questo c’è un certo spazio dedicato alla vita privata dei personaggi oltre le gare, e nessun predestinato che vince le corse contro tutto e tutti.

In fondo non c’è uno scopo alla fine, un sogno da realizzare o un trofeo da conquistare: si corre perché lo si vuole fare ed è un modo per uscire dalla monotonia della vita quotidiana.
In una società chiusa e severa come quella giapponese, che tende troppo spesso a considerare le persone alla stregua di automi, sono molti che trovano sfogo nella velocità: per loro l’adrenalina delle gare è l’unico modo per sentirsi veramente vivi, e Wangan Midnight ne è una rappresentazione realistica, probabilmente perché ispirato alla realtà.

Wangan Midnight
Alcune auto del vero Mid Night Club, tra cui le autentiche “Blackbird” e “Akuma no Z”

La Wangan infatti non è una location fittizia, ma una vera autostrada giapponese, e centinaia di piloti si sfidano veramente in gare clandestine lungo le sue arterie di asfalto.
Ma soprattutto, le auto protagoniste e le vicende sono ispirate a quelle appartenenti al “Mid Night Club”, il celebre gruppo di piloti che includeva i più veloci della Wangan, attivo negli anni ‘90.
Difetti? Graficamente la serie era abbastanza modesta anche per i canoni del 2007, la CGI delle auto non è malvagia ma il resto, tra animazioni riciclate e character design bruttino (ed è un difetto che ha in comune con Initial D) non è proprio un granché, e la sensazione è amplificata dalla bassa risoluzione di gran parte degli episodi reperibili in sub-ita. La colonna sonora poi, anche se fa il suo lavoro, non ha le decine di hit eurobeat presenti in Initial D.

 

 

Disponibilità: sottotitoli italiani da Initial D Fansub

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Hez