Intervista a Katia Sorrentino, doppiatrice di Rin di Fate/stay night

Katia Sorrentino, doppiatrice Dynit di Rin di Fate/stay night Unlimited Blade Works

LGDA ha sempre sostenuto l’animazione in Italia, per questo motivo in occasione del doppiaggio di "Fate/stay night: Unlimited Blade Works" abbiamo pensato di intervistare Katia Sorrentino, voce italiana della protagonista femminile Rin Tohsaka, già conosciuta dagli appassionati per aver prestato la voce a Sinon di "Sword Art Online" a Rei di "Highschool of the Dead".


LGDA: Ciao Katia, grazie per aver accettato questa intervista. Presentati brevemente ai nostri fan.
Katia: Ciao a tutto lo staff e ai follower de "Le Giappominkiate Degli Anime"!
Mi presento: sono una giovane (anche se ormai sempre meno, avendo raggiunto i 30 anni sigh) doppiatrice mattacchiona, un po' emiliana e un po' campana, innamorata del suo lavoro e pronta a rispondere con piacere alle vostre domande ^^


L: Qual è il tuo rapporto con gli anime e i manga? Qual è il tuo anime e il tuo manga preferito?
K: Fino a qualche anno fa, direi ottimale. Poi per svariati motivi, tra cui la mancanza di tempo e il trovare sempre meno trame "innovative", purtroppo ho un po' mollato il colpo; continuo a guardare qualche serie/film d'animazione, più che leggere manga, ma non sono più informatissima come prima...
Riguardo a ciò che preferisco, caspita, sapete che non sono in grado di rispondere con un solo titolo?
Ho amato, "City Hunter", "Orange Road" ("È quasi magia Johnny"), "Sailor Moon", "Ranma 1/2", "Lady Oscar", "Il grande sogno di Maya", "Il giocattolo dei bambini" ("Rossana"), "Dragon ball"... e potrei andare avanti ancora per un bel pezzo!


L: Hai già visto "Fate/Stay night: UBW" per intero? Cosa pensi della serie? Se fossi una maga, quale spirito eroico vorresti al tuo fianco?
K: Nì, prima di doppiarlo non avevo mai visto "Unlimited Blade Works". Ergo al momento ho potuto vedere solo le scene in cui appare Rin. Lo vedrò finito per la prima volta insieme a voi, su VVVVID ^^.
(Però conoscevo già "Fate Stay Night" per via della prima serie del 2006, se non erro, e so che a sua volta è tratta da una visual novel.)
Detto ciò, mi sembra un prodotto davvero ben realizzato. Almeno, tecnicamente l'ho trovato superiore alla serie curata da Studio Deen e non mi dispiace affatto la trama.
Se fossi una maga? Beh... BEH. Assolutamente Archer. No, dico... avete presente Archer? Quanto è b... ravo, Archer (colgo l'occasione per salutare Maurizio Merluzzo, sua voce nostrana)??? Ne vado fierissima ahahahah!


L: Personalmente ho trovato Rin un personaggio molto interessante con la sua personalità molto accesa, probabilmente anche merito della sua voce che cambia spesso intonazione. Cosa pensi di Rin e come è stato doppiarla?
K: Concordo, trovo anch'io che Rin sia un personaggio interessante, non perché la doppio.
Inizialmente ho fatto un po' fatica a trovare una dimensione vocale idonea per lei ma poi piano piano mi sono abituata e spero di essere risultata convincente.
Mi sono molto affezionata ad alcuni aspetti del suo carattere.
È una ragazza orgogliosa e competitiva ma in fondo altruista e sempre pronta ad aiutare le persone alle quali tiene. Tenta di eccellere in tutto ciò che fa, complice anche la responsabilità di dover portare avanti il nome dei "Tohsaka". È "di pancia" (basta vedere i suoi scatti d'ira) ma sensibile, timida e anche per questo frenata nel mostrare i suoi sentimenti più profondi o le sue debolezze... tutte sfaccettature che peraltro sento vicinissime a me.


L: "Fate/Stay night: UBW" è stata una serie tanto desiderata dai fan italiani del brand, tanto da essere richiesta più e più volte alla Dynit. Hai sentito tanta pressione addosso? Come hai gestito la situazione?
K: Da morire!! Sapevo perfettamente quale fosse il livello d'aspettativa e ho avuto un'ansia pazzesca fino al giorno del rilascio del primo episodio doppiato, motivo per cui ho poi dichiarato pubblicamente di avere avuto l'impressione di perdere alcuni kg, per quanto mi sentivo finalmente leggera ahahahah.
Ho cercato comunque di rimuginarci il meno possibile e ho pensato intensamente a una cara amica fan di Rin da diversi anni che mi ha inconsapevolmente ispirata e spronata nel mettercela tutta... mi auguro sia bastato al pubblico ^^


L: Qual è la scena che più ti ha stupito di questa serie?
K: Allora, faccio una premessa... più che stupita direi "atterrita" e... non ci crederete, ha sempre a che fare con Rin. La butto però sul ridere, svelandovi un segreto: Non. Parlo. Una. Sola. Parola. Di. Tedesco.
Non l'ho mai studiato in tutta la mia vita.
Ecco, perciò immaginatevi la mia faccia/reazione quando ho dovuto incidere un'INTERA scena in questa lingua (non dico quale per non tirare spoiler a chi non avesse ancora visto la serie) senza sapere cosa stessi leggendo... è un momento diventato epico in sala di doppiaggio. Non ero più "Katia" ma PINGU, "Pingu Sorrentino", in preda alle risate isteriche farcite da strani versi... le comiche XD


L: In passato hai prestato la voce a Sinon di "Sword Art Online" e a Rei di "Highschool of the Dead", altri due anime piuttosto famosi qua in Italia. Cosa pensi di queste due serie? E come è stato doppiare questi altri due personaggi? È stata un’esperienza formativa?
K: Sono due serie molto diverse tra loro.
Ho indubbiamente preferito lo stile narrativo di "Sword Art Online" nonché il personaggio di Sinon, ben più "articolato" di Rei sotto un profilo psicologico, ma sono stata ugualmente contenta di avere avuto la possibilità di partecipare alla lavorazione di entrambi i prodotti; lo sono ogni volta che ho modo di doppiare un anime, a dire il vero.
"Highschool of the Dead" mi ha spesso divertita (ha dei picchi di trash e fanservice impressionanti e degni di nota ahahahah) e al contempo provata, dovendo restare quasi perennemente in tensione emotiva e mettendo alla prova, diaframma, polmoni e corde vocali per via delle urla strazianti o di terrore ogni 3x2. Il doppiaggio di questa serie, tra l'altro, mi ha permesso di entrare maggiormente in contatto col "pubblico", facendomi conoscere un po' di più e questo non potrò mai dimenticarlo!
Doppiare Sinon è stato invece, come dicevo prima, davvero impagabile. L'ho letteralmente amata, ha un background incredibile.
Insomma, due bellissime esperienze, per cui ringrazierò sempre sia Yamato Video che Dynit, e che sono state senz'altro formative.
Ogni nuova "avventura" potenzialmente lo è.


L: Anche senza rivelare troppo, sei già stata contattata per altri doppiaggi per l'animazione nipponica?
K: Conta la seconda stagione di una serie già iniziata mesi fa? In caso contrario, no, per ora nessuna novità all'orizzonte :P

L: Come e quando hai capito di voler diventare una doppiatrice?
K: Ehhh... tutta colpa degli anime! Ahahahah! Lo dico sempre ma perché è vero: sono cresciuta a pane e cartoni animati.
Non mi perdevo una sola serie o trasmissione dedicata ai bambini (vedi "Bim Bum Bam", ecc.) .
La fissa per la recitazione o comunque per il mondo dello spettacolo l'ho sempre avuta, fin da piccolissima, tant'è che i miei mi raccontano spesso che ci fu un periodo in cui ripetevo di continuo di voler diventare una showgirl tutto fare, guardando la tv.
La "svolta" però arrivò proprio con i cartoni. Puntualmente m'immedesimavo nei miei personaggi preferiti. Volevo essere come loro.
Non avrò avuto più di 6 anni quando mia madre e mio padre mi spiegarono che dietro ai personaggi che tanto amavo c'erano delle persone vere.
Da lì la scoperta del mondo del doppiaggio e l'inizio del sogno che molto tempo dopo (a volte ancora stento a crederci) sono riuscita a trasformare in realtà ^^


L: Quali consigli daresti per un aspirante doppiatore? Quali sono secondo te gli ostacoli più comuni che un ragazzo può incontrare nel suo percorso di formazione di doppiatore?
K: Abbiate voglia di crescere, osservare, ascoltare, capire ciò che vi circonda... studiate (dizione, recitazione, ecc.) e, dico sempre anche questo, armatevi di tanta, TANTA, pazienza.
Purtroppo non ci troviamo in un momento storico felice per il doppiaggio, come per altri settori, e le difficoltà sono molteplici.
Fra queste, ad esempio, il doversi prima o poi trasferire (o almeno trovare un appoggio temporaneo/saltuario), per chi non ha la fortuna di abitare già nelle città in cui si doppia. Il doversi destare dal sogno per scontrarsi con la realtà. Il capire che nessuno sta aspettando proprio te e che dovrai farti strada giorno dopo giorno. Il rendersi conto che per riuscirci ci vorrà del tempo... e che il tempo (di ascoltarti) lo dovranno avere prima di tutto i direttori... insomma, non è uno scherzo.
Però sono convinta che l'educazione, la bravura, l'umiltà, la passione e la costanza prima o poi vengano sempre premiate, quindi... coraggio!


L: Siamo giunti all’ultima domanda, quali sono secondo te le principali differenze tra il doppiare una serie live action e una serie animata?
K: Quelle che riscontro sono perlopiù di carattere tecnico. Banalmente, posso dire che un attore respira, un cartone no... e, credetemi, non è un aspetto di poco conto.
Prendiamo proprio i cartoni giapponesi: i personaggi parlano spesso a raffica e per non rischiare l'apnea devi imparare a piazzare le prese di fiato a tua discrezione. Soprattutto le prima volte che ti cimenti nell' "impresa", beh, non è esattamente una passeggiata.
Abbiamo poi il problema dell'esasperazione espressiva. Alle volte capita che sia tutto esageratissimo (avete presente le facce "super deformed" tipiche degli anime?), sopra le righe, e bisogna ovviamente tenerne conto mentre si recita. Anche questo non è semplicissimo.
Non è insolito, infatti, che chi è abituato a doppiare solo attori in carne e ossa faccia fatica a star dietro a qualcosa di fittizio, così come chi è abituato a doppiare solo cartoni faccia fatica a risultare naturale tornando a essere "umano".
Insomma, alla fine la medaglia è la stessa ma sono le sue facce a essere un po' diverse.
Grazie per il tempo dedicatomi e, spero, alla prossima!


L: Siamo noi che ti ringraziamo per la disponibilità e ti facciamo i nostri migliori auguri per il futuro!

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