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Recensioni

Boruto, l’eredità di Naruto

Boruto, sequel del famosissimo Naruto, ha ormai raggiunto oltre 60 episodi per quanto riguarda l’anime e oltre i 20 capitoli per il manga. Abbastanza materiale per fare una prima e importante considerazione, Boruto è un sequel che merita o è la solita trovata commerciale per continuare a sfruttare un brand estremamente redditizio?

Boruto

Per rispondere a questa domanda la questione diventa spinosa, infatti manga e anime presentano delle differenze non per divergenze della storia ma per gli archi anime original, dovremo quindi affrontarli separatamente. Ma facciamo prima un po’ di ordine, con un breve riassunto di cosa sia uscito finora:

  • 4 agosto 2015, esce il volume unico “Naruto Extra – Il settimo Hokage ed il marzo rosso”, che racconta la sofferenza di Sarada Uchiha, figlia di Sasuke e Sakura, per la completa assenza del padre nella sua vita. La ragazza decide quindi di partire per un viaggio alla sua ricerca, salvo rimanere invischiata in qualcosa di molto pericoloso…
  • 7 agosto 2015, esce nelle sale giapponesi il film “Boruto: Naruto the Movie”, primo film di questa nuova generazione di ninja. Questo si riallaccia agli indizi trovati nello spin-off di Sarada e agli eventi conclusivi di Naruto, in particolare riprende il clan Otsutsuki svelando parzialmente la verità di questo misterioso clan. Riprende il finale di Naruto donandogli un senso e lo connette al futuro.
  • 25 aprile 2016, esce il capitolo autoconclusivo incentrato su Mitsuki, compagno di squadra di Boruto e Sarada, dal titolo “Naruto Extra: La strada illuminata dalla luna piena”, che mostra la backstory di questo misterioso personaggio. Questo capitolo è stato poi incluso nel primo volume di Boruto.
  • 9 maggio 2016, esce il primo capitolo di “Boruto: Naruto Next Generations”, con Ukyō Kodachi alla sceneggiatura, co-sceneggiatore del film “Boruto: Naruto the Movie”, e Mikio Ikemoto ai disegni, uno degli assistenti di Kishimoto per Naruto. Al momento siamo appena entrati nel quarto arco narrativo, e il primo di questi 4 riprende la storia del film.
  • 5 aprile 2017, esce il primo episodio di “Boruto: Naruto Next Generations”, facciamo un grosso salto temporale all’indietro e torniamo al periodo dell’accademia, dove saranno ambientati ben 4 archi narrativi, di cui uno è lo spinoff su Sarada, prima che il nostro Boruto riesca a diventare genin. Attualmente siamo al settimo arco, l’esame Chunin, lo stesso arco da cui parte il manga e di cui racconta il film.

MANGA


boruto

La storia è caratterizzata da un ritmo veramente veloce, troppo veloce. Manca completamente una vera e propria presentazione, perché sebbene sia il sequel di Naruto sono passati più di 10 anni dal finale del suo predecessore e qualche capitolo per mostrare i cambiamenti non avrebbero guastato affatto, anzi avrebbero potuto solo riprendere quella sensazione di trovarsi in un mondo vivo e accesso come quello di Naruto. Se questa formula si adatta bene per storie brevi, come i racconti su Sarada e Mitsuki, per una storia ben più consistente rimane più difficile da digerire. La storia poi continua a correre sempre in avanti senza mai guardarsi attorno, concentrandosi solo su Boruto e sulla trama principale. Gli stessi compagni di squadra di Boruto sembrano quasi lasciati in secondo piano e il loro stesso maestro Konohamaru è lontano anni luce dal maestro Kakashi, una figura molto forte che fin dalle prime missioni diede modo di mostrare tutta la sua abilità e affidabilità, al contrario del nipote del terzo Hokage che sembra essere un anonimo jonin qualunque. Un difetto parzialmente coperto grazie al fatto che Boruto è diventato in breve l’allievo di Sasuke che grazie a tutta la serie precedente, ma anche alla mini-serie su Sarada, parte di default come una figura forte e trainante.

Altro grosso problema sono sicuramente le relazioni tra personaggi, penalizzate anche qui per colpa del ritmo frenetico. Non sappiamo nulla degli amici di Boruto, ma solo che lui ha una forte ammirazione per Sasuke e un rapporto complicato col padre. È vero, anche nel manga di Naruto i primi 4-5 volumi non avevano così tante informazioni sugli amici di Naruto. Ma Naruto non aveva amici, saranno proprio i volumi successivi a costruire quel solido legame di amicizia, rispetto e rivalità tra Naruto e i suoi coetanei; inoltre in quei 4-5 volumi iniziali abbiamo avuto un buon focus su tutto il team 7… un importante sviluppo di Sasuke, le prime rivelazioni Naruto, la forza del jonin Kakashi, oltre a tantissime informazioni sul mondo dei ninja e, cosa importante, poco o nulla riguardo la vera trama di Naruto proprio perché era necessario prima creare delle fondamenta ben solide prima di costruire qualcosa sopra. Nei 5 volumi di Boruto finora usciti abbiamo avuto al contrario relativamente poca attenzione sui personaggi e sul mondo e tanta carne al fuoco, ma sappiamo tutti che anche della carne per quanto di buona qualità possa essere, se non ben condita e ben cotta, acquista inevitabilmente un cattivo sapore. Una carne che per ora non ha comunque dimostrato di essere di ottimo livello. 


ANIME


Boruto

Come anticipato torniamo ai tempi dell’accademia, con Boruto e compagni come studenti.

Partendo da così dietro e mantenendo un ritmo più tranquillo, l’anime riesce a tappare una delle falle principali del manga, cioè tutto il contorno della storia. Con questi archi iniziali ci viene presentato il villaggio, i cambiamenti avvenuti, la famiglia Uzumaki, la famiglia Sarada, i compagni dell’accademia di Boruto… C’è la puntata dedicata al bullo, al figlio di Ino e Sai con focus sull’arte di Sai, uno Shikadai molto più presente come molto più palese la sua amicizia con Boruto, anche derivante dallo stretto rapporto dei loro genitori, Shikadai diviene persino protagonista di un arco narrativo, il rapporto tra Boruto e Naruto viene sviluppato con più calma e cura, non limitandolo a due scene per poi risolverlo subito dopo, lo stesso problema di Sarada con suo padre Sasuke viene introdotto pian piano per poi farlo scoppiare dopo aver fornito abbastanza dettagli allo spettatore sullo stato di frustrazione di Sarada… Purtroppo, come tutti sanno, non è tutto oro quel che luccica. Pur risolvendo diversi problemi del manga, l’anime non è esente da difetti. Primo fra tutti, la forza dei personaggi. Boruto e compagnia sono molto più forti della generazione precedente, già in accademia riescono a correre su pareti verticali, capacità che Naruto e compagnia hanno acquisito con fatica solo dopo essere diventati genin, anzi per la nuova generazione questa capacità é posta come requisito per diventare genin. Ma non è solo questo, riescono a utilizzare persino tecniche ninja di diversa natura. Boruto conosce già tecniche ninja di 3 nature diverse (vento, fulmine e acqua) quando si trova ancora all’INIZIO della sua carriera da ninja. Ma oltre a questa eccessiva forza data a ninja principianti, vediamo più volte i Kage lamentarsi della debolezza dei loro ninja più giovani… “Ai miei tempi…!” 

Ma la presenza di archi anime original è un’arma a doppio taglio, se da una parte sono riusciti a colmare alcune gravi mancanza del manga, dall’altra possono affondare la serie e ricordarci la pericolosità di allungare la storia, come l’arco della gita scolastica, un filler inutile e privo di qualsivoglia coerenza.

Una cosa che mi è piaciuta molto è come hanno deciso di continuare lo sviluppo di Naruto e Sasuke, ormai paragonabili a delle semidivinità; le opzioni erano due: lasciarli sullo sfondo a marcire o dargli un ruolo rilevante nella storia. Gli autori hanno deciso giustamente per la seconda, non solo per il piacere di mostrare il ruolo attivo dei vecchi protagonisti ma anche per sottolineare il passaggio generazionale. Nel fare ciò hanno intelligentemente puntato sul dramma familiare, visto che puntare sull’azione avrebbe permesse loro solo di rubare la scena ai figli, veri protagonisti della serie. Vedremo quindi la loro componente più umana, in conflitto con il loro dovere di shinobi che li porta a essere distanti dalla loro cara famiglia.

I più attenti avranno notato di come abbia detto poco o nulla riguardo alla trama vera e propria di Boruto, questo perché sappiamo effettivamente molto poco, solo pochi indizi e due binari davanti, in uno abbiamo il clan Otsutsuki, nell’altro abbiamo il misterioso Kawaki, finora apparso brevemente solo nel manga con gli ultimi 2 capitoli usciti. Per questo motivo preferisco aspettare e raccogliere più informazioni con i prossimi capitoli ed episodi prima di tirare le somme anche su questo aspetto.


CONCLUSIONE


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Ma alla fine Boruto, merita oppure no?

Come tutte le verità, la soluzione è nel mezzo. Abbiamo infatti degli aspetti molto interessanti e che stanno venendo sviluppati in maniera apprezzabile, come l’evoluzione della tecnologia e la sua integrazione nella vita del ninja ma anche cosa significhi essere un ninja – una persona che utilizza uno strumento capace di replicare ogni tecnica ninja, è definibile un ninja? – , accompagnati nell’anime anche da un discreto sviluppo dei personaggi e delle loro relazioni. Ma allo stesso tempo abbiamo anche dei difetti non trascurabili, in primis la fretta nel manga e svariate ingenuità nell’anime.

A chi consiglio Boruto? Sicuramente ai fan di Naruto, che vogliono proseguire la storia dei nostri ninja, vedere lati nuovi dei vecchi protagonisti e il classico scontro generazionale. Ma lo consiglio sopratutto a coloro che sono rimasti delusi dal finale di Naruto, in particolare mi riferisco all’arrivo improvviso di Kaguya. Questo perché quella parte di Naruto acquisisce un senso solo alla luce di quanto svelato in Boruto, Kaguya è un personaggio introdotto solo per fare da ponte tra le due serie e non pensato originariamente da Kishimoto, almeno finché non gli fu chiesto di lasciare uno spunto narrativo aperto per un sequel. Ma ovviamente quest’ultimo pensiero è solo una mia speculazione e sensazione.

Anime o manga? Io consiglio l’anime, perché permette di avere un quadro ben più ampio e completo di come sia cambiato e di come stia cambiando il mondo, oltre a maggior approfondimenti sui personaggi. Ma se siete un appassionato che preferisce la trama nuda e cruda, uno sviluppo lineare e veloce e un focus quasi esclusivo sul protagonista, allora la scelta ricade sicuramente sul manga.

Potete trovare l’anime in streaming su Crunchyroll e il manga in vendita su Amazon.

 

 

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Ijneb
Un semplice pinguino antartico, attualmente in soggiorno in Italia grazie a uno scambio culturale. Ha una scorta infinita di Kinder Pinguì con cui rinfrescarsi nella afose giornate estive tra la lettura di un manga e l'altro.